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Combattimenti a mani nude e con spade giapponesi: il successo dell’Italia ai Mondiali di Yoseikan Budo

Il successo dell’Italia dello Yoseikan Budo ai Mondiali di Tunisi

L’Italia dello Yoseikan Budo torna a casa da Tunisi con ben sei medaglie, tre argenti e tre bronzi. Un ottimo risultato, soprattutto se si considera che gli atleti della nazionale azzurra in campo erano otto.



I praticanti, selezionati sulla base dei risultati ottenuti nelle competizioni nazionali precedenti l’evento tunisino, si sono sfidati sulla costa sud del Mediterraneo il 21 e 22 ottobre scorsi per il titolo Mondiale.

E così nella categoria Uomini -65 kg, Nicolas Balestriero ha ottenuto un terzo posto, così come i suoi compagni di squadra Eugenio Brumat (categoria -70kg) e Lorenzo Amistadi (categoria -80kg), mentre nella categoria – 90kg, Stefano Rainer ha portato a casa la medaglia d’argento.

Tra le donne, due medaglie d’argento: Petra Fink (categoria – 54kg) e Valentina Cantale (categoria -72kg).

La diffusione della disciplina

A poco più di 40 anni dalla sua nascita, lo Yoseikan Budo è sempre più diffuso in Europa e non solo. Il successo riscontrato tra il grande pubblico e in particolare tra gli appassionati e i praticanti di arti marziali non lascia adito a dubbi, mentre gli eventi di portata nazionale e internazionale sono sempre più frequenti.

Basta dare un’occhiata al calendario di gare, stage e incontri di diverso tipo che si svolgono attorno a noi. Oltre agli appena conclusi campionati mondiali di Tunisi, al festival dell’Oriente di Carrara (il primo weekend di novembre) si è tenuto il campionato nazionale a squadre, mentre il 2 dicembre, la città di Verona ospiterà il fondatore dello Yoseikan Budo in uno stage in cui assistenti, allenatori e maestri approfondiranno le tecniche a mano nude o quelle con le spade giapponesi. A maggio in Lussemburgo si era svolto il Grand Prix internazionale delle squadre, mentre a Rimini si era tenuta la Coppa nazionale a squadre. Qualche settimana prima, in Trentino erano stati decretati i campioni nazionali U12 e U15. Senza contare poi i campi di allenamento internazionali, come quello che si tiene ogni anno nel sud della Francia a Salon de Provence.

La nascita dello Yoseikan Budo

Ma cosa è e come nasce lo Yoseikan Budo?

Tra tutte le arti marziali giapponesi diffuse in Occidente, è sicuramente quella più giovane in quanto a momento di nascita. Prende infatti il via solo alla fine degli anni ‘60, per opera del sensei Hiroo Mochizuchi, che la ufficializza una volta per tutte nel 1975.

Qualcuno l’ha definito il triathlon delle arti marziali, ma questa espressione va probabilmente un po’ stretta ad una disciplina che non si può semplicemente riassumere come l’unione di altre tre.

Il repertorio dello Yoseikan Budo si compone di:

  • Tecniche di colpi portati all’avversario, avvalendosi di tutto il proprio corpo: mani, piedi, ginocchia, gomiti, testa, …

  • Leve: torsioni e estensioni articolari

  • Proiezioni, immobilizzazioni, strangolamenti

  • Armi: bastoni lunghi, bastoni corti, spade giapponesi ,…

Il fondatore dello Yoseikan Budo

Il suo fondatore è ovviamente figlio d’arte: suo padre Minoru Mochizuki (deceduto a 96 ani nel 2003) è stato un illustre maestro, che ha avuto la fortuna di imparare il Judo direttamente da Jigoro Kano, l’aikido da Morihei Ueshiba e il karate stile Shotokan da Gichin Funakoschi. Se ai più questi nomi possono non dire nulla, si tratta in realtà dei relativi fondatori di queste discipline!

Sensei Hiroo Mochizuchi stesso, prima di cristallizzare le sue conoscenze tecniche nello Yoseikan Budo (di cui è ora 10° Dan), ha a lungo praticato il Karate (9° Dan), il Ju-Jitsu (8° Dan), l’Aikido (8Dan), lo Iaido (l’arte del “combattimento con le spade giapponesi contro un nemico invisibile”; 7° Dan) e il Kobudo (l’arte nell’utilizzo di una serie di armi; 7° Dan), il Judo (3° Dan), oltre alla French Savate Kickboxing e alla English Boxing.

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