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Le principali problematiche correlate all’allattamento al seno

Dopo la nascita di un figlio non c’è cosa più bella per la madre che potere allattarlo in modo naturale, direttamente al seno. Si tratta di un momento in cui si comincia a costruire il rapporto con il bebè e che risulta anche particolarmente benefico per lui. Sono infatti varie le ricerche scientifiche che dimostrano quanto sia ideale per il bambino venire allattato al seno, almeno nei primi mesi di vita. Esistono però delle situazioni in cui tale metodo di allattamento può essere particolarmente difficoltoso, tanto da portare alcune mamme a rinunciarvi sin da subito, passando al latte artificiale. Il consiglio dei pediatri è quello di cercare di spingere il bambino verso l’allattamento al seno, soprattutto per il fatto che nei primi giorni non tutte le mamme hanno latte a sufficienza per il loro piccolo.

Minime quantità di latte

Capita a molte madri, soprattutto nei primi giorni, di non avere grandi quantità di latte, almeno non sufficienti da accontentare il bambino. Questo è un evento del tutto normale, che non è per nulla correlato alle dimensioni del seno prima della gravidanza. Per cercare di stimolare la produzione di latte è importante mangiare e bere in modo corretto, ma anche cercare di attaccare il bambino quanto più spesso possibile, consentendo così all’organismo della mamma di comprendere le richieste del bimbo. In alcuni casi si verifica il problema opposto: il latte è veramente molto e modifica la forma e la dimensioni del seno, tanto da rendere difficoltoso per il bambino cercare di attaccarsi per succhiare. In queste situazioni è consigliabile cercare di spremere leggermente il capezzolo per qualche minuto, in modo da limitare la sovrabbondanza di latte.

Problemi ai capezzoli

I capezzoli sono una zona molto delicata del corpo umano, che non sempre risponde in modo corretto all’allattamento. Alcune madri infatti mostrano i cosiddetti capezzoli piatti: il capezzolo, se schiacciato, non fuoriesce naturalmente dal seno, ma rimane del tutto piatto, o addirittura infossato. Per il bambino si tratta di una conformazione che gli rende assai difficile l’allattamento, in quanto non riesce a prendere in bocca la parte esterna del capezzolo. Le donne con capezzoli piatti possono sfruttare alcuni ausili, che si possono utilizzare sin dall’inizio della gravidanza. Si tratta di supporti che si indossano sotto il reggiseno e che premono, delicatamente, la parte esterna dell’areola, stimolando la fuoriuscita del capezzolo. In alcuni casi l’utilizzo anche per poche settimane risolve il problema alla radice; in altri casi è necessario utilizzare i supporti più a lungo. Le problematiche che possono colpire i capezzoli durante l’allattamento sono anche altri, come ad esempio le screpolature o le ragadi. Spesso questo problema si manifesta con bambini sempre molto affamati, che si attaccano voracemente al capezzolo. La problematica però può essere dovuta anche alla pelle secca o poco elastica. Per risolverlo è possibile provare a dare da mangiare più spesso al bambino. Al termine della poppata si stende sulla pelle un’apposita crema, che la rende più morbida e meno soggetta a screpolature.

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