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Lo sviluppo psicomotorio del bambino: caratteristiche e quando avviene

Se già prima di venire al mondo il bambino è in grado di rispondere a determinati stimoli esterni, dopo la nascita la sua risposta a tali stimoli è automatica: per i primissimi mesi, infatti, se sorride, succhia, afferra un dito, reagisce a un rumore, lo fa per reazione o, come comunemente si dice, per “istinto”, e non per una sua decisione autonoma.

Il passaggio dalle reazioni automatiche a quelle volontarie avviene dapprima lentamente, poi in maniera sempre più rapida, ed esprime quel complesso di fenomeni che va sotto il termine di sviluppo psicomotorio del bambino. La crescita, infatti, comporta anche l’acquisizione di capacità sempre nuove che via via lo liberano dalla stretta dipendenza dagli adulti e lo mettono in relazione con il mondo: sono la capacità di muoversi autonomamente, di compiere nuove esperienze, di impadronirsi del linguaggio, di entrare in relazione con l’ambiente e le persone.

Le caratteristiche dello sviluppo psicomotorio

Lo sviluppo psicomotorio è espressione dell’evoluzione fisica e psichica insieme, ed è influenzata da molteplici fattori: dalla costituzione biologica, dalla crescita fisiologica, dallo stato intellettivo e affettivo, dagli stimoli ad apprendere che il piccolo riceve, etc. Il bambino, ad esempio, impara a camminare quando le strutture ossee e muscolari glielo consentono, ma anche quando tutte le funzioni neurologiche che permettono la marcia sono abbastanza mature.

Non dimentichiamo che lo sviluppo fisico e psichico dipende molto dal tipo di alimentazione e dallo stato di salute. Ma non basta: può rivelarsi precoce il bambino seguito da genitori stimolanti, che lo lasciano libero di esplorare la casa non appena lui può muoversi in qualche modo; può essere invece più pigro il bambino reso poco curioso, frenato da un’eccessiva attenzione da parte di genitori troppo apprensivi.

Quando avviene lo sviluppo psicomotorio

Va tenuto presente che ogni bambino ha uno sviluppo psicomotorio tutto personale: può rivelarsi precoce nel linguaggio, più lento nella manipolazione, oppure può apparire un po’ in ritardo rispetto ad alcuni coetanei, poi improvvisamente presentare un salto qualitativo che lo mette alla pari.

I genitori, dunque, non devono farsi assalire dall’ansia se il bambino del vicino fa qualcosa in più rispetto al proprio figlio. Tuttavia, è giusto che sappiano che lo sviluppo psicomotorio ha delle tappe fondamentali che una crescita regolare deve rispettare: ogni tappa è la premessa di quella successiva, perciò, nel dubbio di un ritardo considerato preoccupante, è opportuno rivolgersi al medico, il quale potrà rassicurare o, se necessario, intervenire in maniera adeguata.

Fa parte dello sviluppo psicomotorio del bambino anche la capacità di acquisire il controllo dei propri sfinteri, ossia di trattenere urina e feci volontariamente e rilasciarle ugualmente secondo la propria volontà. In genere il bambino verso i 15 mesi sa indicare il proprio bisogno di defecare, a 20 mesi controlla l’urina di giorno e a 36 mesi anche di notte. All’età di tre anni dovrebbe aver acquisito il completo controllo, ma se presenta un certo ritardo, un atteggiamento di rimprovero non gli sarà certamente di aiuto. Contano molto anche fattori come l’ambiente in cui vive, le caratteristiche ereditarie e il suo stato di benessere. Essere comprensivi, e non duri, è molto importante.

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