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lesione menisco

Lesioni dei menischi, meccanismi del danno e ruolo della riabilitazione

La lesione del menisco costituisce una delle più frequenti patologie del ginocchio. Essa può avere un’origine traumatica, soprattutto negli sportivi, provocata da attività e movimenti che determino una torsione forzata, in carico, dell’articolazione, oppure un’origine degenerativa, legata alla perdita di elasticità e di idratazione dei tessuti che si ha con l’invecchiamento.



I tipici sintomi che si hanno in caso di rottura del menisco sono: dolore, tumefazione, rigidità articolare e limitazione nei movimenti di flesso-estensione del ginocchio. Nei casi di infortunio più gravi possono essere lesionate anche altre strutture articolari o legamentose.

lesione del menisco

I menischi sono strutture anatomiche fondamentali per il mantenimento dell’integrità e della funzione del ginocchio. Essi proteggono la cartilagine articolare aumentando la superficie di contatto tra femore e tibia e riducendo la pressione sulle facce articolari.

In caso di meniscectomia totale (cioè l’asportazione chirurgica totale dei menischi) si ha una riduzione di circa il 50% della superficie di contatto con una riduzione di circa il 20% della capacità del ginocchio di “assorbire” gli urti ricevuti.

Il corno anteriore di ciascun menisco ha una mobilità maggiore rispetto al corno posteriore. Il menisco mediale è, inoltre, meno mobile rispetto al menisco laterale: questo lo rende maggiormente vulnerabile poiché sottoposto a maggiore stress. Questa particolare conformazione anatomica renderebbe conto del fatto che le lesioni meniscali più frequenti interessano il corno posteriore del menisco mediale.

I movimenti di rotazione e di flessione di ginocchio oltre i 60° provocano significativi cambiamenti nella posizione dei menischi sul piano trasversale, influenzato dal carico imposto. Studi di artroscopia hanno dimostrato che la posizione di estensione del ginocchio mantiene ridotte le lacerazioni del corno posteriore, mentre la flessione ne determina lo spostamento.

I menischi sono strutture scarsamente vascolarizzate. Nell’infanzia esiste una circolazione mediante una rete di capillari che penetra all’interno della superficie meniscale. Nell’adulto, invece, l’apporto ematico è confinato soltanto alla porzione esterna dei menischi, con una penetrazione capillare media di soli circa 0.6 cm. Come è facile intuire, le lesioni che occorrono in una porzione non vascolarizzata sono molto difficili da guarire.

Il potenziale di guarigione di un menisco lacerato dipende anche dal meccanismo lesivo e dalla direzione della lacerazione. In generale, le lacerazioni longitudinali hanno una maggiore probabilità di guarire rispetto alle lacerazioni radiali così come le lacerazioni acute, su base traumatica, riparano meglio rispetto alle lacerazioni su base degenerativa, dove i tessuti risultano compromessi da fenomeni cronici o da processi fisiologici legati all’invecchiamento.
Particolari conformazioni anatomiche possono predisporre a lesioni meniscali. Un patologico allineamento assiale del ginocchio in varo provoca il sovraccarico funzionale del comparto mediale con aumento delle forze di pressione sul menisco mediale. Un malallineamento in valgo sovraccarica, invece, il comparto laterale del ginocchio e il menisco laterale. Entrambe le condizioni aumentano il rischio di sviluppare una degenerazione dei menischi fino alla loro rottura con possibilità di guarigione minori rispetto a ginocchi normoconformati.

Il ruolo della riabilitazione nelle lesioni meniscali

Nelle lesioni meniscali piccole può essere sufficiente un trattamento conservativo basato sul riposo, sull’applicazione locale di ghiaccio e sull’utilizzo di farmaci anti-infiammatori per ridurre l’infiammazione, lenire il dolore e favorire la guarigione spontanea.
Molti studi presenti in letteratura scientifica hanno dimostrato la presenza di vantaggi legati alla mobilizzazione precoce del ginocchio, in quanto l’immobilità indurrebbe fenomeni di atrofia tissutale con riduzione del numero di fibre collagene.

Il carico è di per sé utile nel ridurre lacerazioni meniscali longitudinali, ma può determinare forze di trazione capaci di provocare lo spostamento di lacerazioni radiali.
Una finestra di sicurezza è rappresentata dai movimenti passivi del ginocchio entro i 60° di flessione perché, entro questo range articolare, non si hanno significativi spostamenti dei menischi (che traslano invece posteriormente oltre i 60°).
Con l’impostazione di un corretto programma riabilitativo e affidandosi a un fisioterapista esperto si potrà trovare la giusta combinazione di carico e flessione del ginocchio per ottenere i migliori risultati.

Come supporto alla fisioterapia è discussa l’utilità di tutori “di scarico” in quanto non esiste una reale prova di efficacia in letteratura scientifica.

Riabilitazione dopo meniscectomia

La meniscectomia è la rimozione chirurgica del menisco danneggiato. Gli obiettivi riabilitativi sono il controllo della sintomatologia dolorosa, il ripristino del ROM (range of motion) articolare e il ripristino di un adeguato trofismo muscolare, in particolare a carico del muscolo quadricipite.
In genere il paziente è in grado di camminare già a distanza di qualche giorno dall’intervento e il ritorno alle normali attività avviene dopo 2-6 settimane a seconda dei casi.

Particolarmente utili possono essere le infiltrazioni di acido ialuronico in modo da lubrificare i capi ossei aiutandoli a sopportare meglio lo stress articolare.

Riabilitazione dopo riparazione del menisco

L’intervento chirurgico di riparazione meniscale prevede la sutura della lesione senza asportare il materiale danneggiato.
I tempi di recupero sono più lunghi rispetto all’intervento di asportazione del menisco perché è necessario proteggere la sutura: è per questo che per le prime 4 settimane la fisioterapia deve prevedere una certa limitazione del carico (camminando con l’ausilio di stampelle) e non superare i 60° di flessione del ginocchio. Il completo ritorno all’attività sportiva è possibile mediamente dopo 4-6 mesi.

Scritto da: Dr.ssa Russo Giovanna

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