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La paura del dentista contagia anche il portafoglio

Tutti conosciamo, e spesso abbiamo provato, la paura del dentista e della visita specializzata: oltre al fattore psicologico, però, molto frequentemente a preoccupare è anche il conto dell’intervento del professionista, al punto che tanti italiani evitano di sottoporsi a cure e trattamenti fino a quando non è inevitabile.

Italiani e dentisti, un rapporto complesso

Negli ultimi anni, il costo delle visite dentistiche e degli interventi specializzati è lievitato, mentre nel contempo è diminuita la disponibilità economica delle famiglie a causa della fase negativa che ancora fa sentire i suoi effetti nel nostro Paese: risultato, gli italiani hanno disertato le sale di attesa, cercando soluzioni alternative per risolvere i problemi a bocche e denti.

Caccia al risparmio

Oltre alla rinuncia alle cure, un altro effetto è stato la ricerca di specialisti a basso costo, approfittando di sistemi sanitari differenti come quelli dell’Est Europa: è così che si è sviluppato il “turismo dentistico“, ovvero l’emigrazione di pazienti dall’Italia – soprattutto dal Nord – verso Paesi dove il costo della vita (e di conseguenza degli specialisti) è inferiore.

Curarsi bene e spendere meno

Per fortuna, le cose stanno cambiando: da un lato, l’economia nazionale ha ripreso a marciare a ritmi più incoraggianti, rendendo possibili più spese alle persone; dall’altro, si sono messe in luce realtà come TurismoDentaleLowCost, studi professionali che propongono interventi di implantologia economica anche sul territorio nazionale, assicurando il massimo della serietà e dell’affidabilità, oltre che le tecniche più evolute della letteratura scientifica.

Il calo delle visite

Insomma, finalmente il dentista fa meno paura, almeno al portafogli delle famiglie: grazie all’Istat, possiamo ripercorrere il trend sulla percentuale di italiani che si sono sottoposti negli ultimi quindici anni alle cure odontoiatriche, che rivela un andamento di ripresa dopo una flessione davvero sensibile negli anni della crisi. Nel 2005, ad esempio, quasi quattro famiglie su dieci si recava in maniera abituale al dentista o all’ortodontista; nel 2013, cinque anni fa, questa quota era già scesa al 37,9 per cento.

Rinuncia alle cure per la paura della spesa

Allo stesso tempo, è arrivata quasi al 30 per cento la percentuale di persone che ha dilazionato le visite specialistiche da uno a tre anni, rimandando l’appuntamento a momenti migliori dal punto di vista finanziario. Soltanto nella città di Milano, nel corso del 2016 il 28 per cento degli abitanti non si è recato dal dentista, e secondo un sondaggio commissionato dall’Osservatorio Sanità di UniSalute le cause sono proprio di natura economica: il 36 per cento degli intervistati ammette di non aver effettuato visite a causa del loro costo, e anche chi è andato dal dentista lamenta l’aumento delle tariffe.

Inversione di tendenza

Come dicevamo, gli ultimi segnali sembrano essere più incoraggianti, visto che è ancora l’Istat a rivelare che nel corso del 2017 quasi la metà di adulti e bambini italiano hanno effettuato almeno una visita specialistica per la cura della propria salute orale, e una quota del 10 per cento di popolazione si è sottoposta a una terapia che ha necessitato di un numero superiore di sedute.

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