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Come curare un abbassamento di voce

L’abbassamento del tono della voce è un disturbo che può influenzare molto il regolare svolgimento delle attività quotidiane di una persona. Questo calo può essere improvviso o graduale, a seconda delle varie cause che possono esserci. È bene evidenziare diversi gradi dell’alterazione del tono di voce: la fonastenia (semplice abbassamento del tono di voce), la raucedine (limita la produzione di toni gravi e causa una voce piuttosto stridula) e l’afonia (perdita totale della voce). Spesso la comparsa di questo disturbo può essere causata da uno sforzo eccessivo delle corde vocali, dal tabagismo, da sbalzi termici, da processi infiammatori a carico delle corde vocali e del cavo orale ma anche dall’uso di alcuni farmaci. Per ridurre al minimo la possibilità di soffrire di questa affezione si possono avere dei semplici accorgimenti quali evitare di parlare ad alta voce per lunghi periodi, astenersi dal consumo di fumo e alcool ed evitare l’esposizione del collo a correnti di aria fredde.

Per procedere con una cura adeguata è necessario accertarsi che l’abbassamento della voce non sia correlato ad altre patologie. I rimedi naturali sono i più impiegati nei casi banali, sia per la scarsità di effetti collaterali sia per il loro costo piuttosto basso. Al fin di curare un semplice calo di voce in seguito ad un eccessivo sforzo delle corde vocali, per esempio, è sufficiente consumare una modesta quantità di miele (in genere qualche cucchiaino basta) che permette di ottenere un effetto emolliente sulla zona interessata. In caso di disfonia causata da infiammazioni del cavo orale di varia origine (per esempio il reflusso gastro esofageo) si consiglia una cura basata sulla fitoterapia, ovvero l’assunzione di piante quali valeriana, melissa, passiflora, biancospino. In alternativa è possibile disporre dell’aromaterapia (inalazione di oli essenziali) e dell’oligoterapia (somministrazione di minerali). Per quanto riguarda le cure farmalogiche, bisogna sempre distinguere le diverse cause che sono alla base del disturbo. Nel caso di processi infiammatori è necessario l’utilizzo di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) tra i quali si trovano il Paracetamolo e l’Ibuprofene. Con infezioni batteriche in atto è necessario invece l’utilizzo di antibiotici quali Amoxicillina e Claritromicina e, nel caso di affezioni virali, si opta per l’impiego di farmaci antivirali. In situazioni di reflusso gastro esofageo di grave intensità è preferibile assumere una cura di tipo farmacologica a base di farmaci protettori della mucosa gastroesofagea e di farmaci procinetici che permettono un rapido svuotamento dello stomaco, evitandone il reflusso.

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