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Chetoni nelle urine: cosa vuol dire?

I chetoni sono i prodotti principalmente del metabolismo dei lipidi, ma in minima parte anche dei carboidrati e delle proteine. Un’alterazione nell’eliminazione di questi prodotti metabolici o del loro metabolismo, si riflette in un’alta concentrazione a livello urinario, che prende il nome di chetonuria.
Per definizione, infatti, la chetonuria è la presenza di chetoni (o corpi chetonici) nelle urine, dove generalmente non dovrebbero essere presenti o esserci in quantità davvero minime.
Quando i livelli di chetoni nel sangue aumentano a causa di uno squilibrio metabolico (ad esempio il diabete), la conseguenza è un’escrezione aumentata con le urine, che mostrano quindi una concentrazione più alta di corpi chetonici.
I sintomi sono quelli di una chetosi, ovvero: stanchezza, sete intensa, crampi, malessere generale, minzione frequente, aritmie cardiache, sonnolenza, calo ponderale, disidratazione e polipnea (respiro frequente e corto).

Chetoni nelle urine in gravidanza

Oltre che nel digiuno prolungato, nel diabete, negli ustionati, in persone che seguono specifiche diete chetogeniche e nell’avvelenamento da isopropanololo, i chetoni nelle urine possono presentarsi anche in gravidanza. In questo caso la chetosi può essere innescata, soprattutto nel primo trimestre, dal ripetersi continuo di episodi di emesi gravidica (vomito), tipico dei primi mesi di gestazione. A seguire la dieta ipoglucidica, iperproteica e iperlipidica contribuisce nel secondo e nel terzo trimestre ad instaurare uno stato di chetosi metabolica da gestazione, così come i semplici sforzi fisici che risultano più gravosi in gravidanza o episodi di febbre, possono determinare la presenza di chetoni nelle urine nel periodo di dolce attesa.
Non è da escludere, inoltre un potenziale stato di diabete gravidico che spesso si instaura in gravidanza per alterazioni ormonali legate al ciclo insulinico.

Chetoni nelle urine dei bambini

Abbastanza raro è lo stato di chetosi anche nei bambini che, più comunemente, viene chiamato acetone.
Questa condizione si verifica quando la quantità di acetone in circolo supera la capacità del fegato di metabolizzarlo, per cui va in accumulo.
I bambini che mostrano questo squilibrio presentano sintomi comuni come: sonnolenza, mal di testa, lingua bianca, bocca secca e amara, alito dal caratteristico odore fruttato, pungente, con somiglianza all’odore del vino o dell’acetone comunemente conosciuto come solvente per unghie.
Spesso questa situazione si verifica dopo vomito reiterato e va riequilibrata in tempi brevi, attraverso infusioni endovenose di sodio cloruro allo 0,9% o soluzioni di elettroliti e sali minerali.
Il reintegro degli elettroliti e dei fluidi nei bambini in stato di acetone, che mostrano elevati livelli di chetoni nelle urine, è importante per il ripristino della buona salute.

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