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Cancro al seno La micropigmentazione all’areola mammaria

Per una donna, l’asportazione della mammella per la rimozione di un cancro al seno rappresenta una chirurgia invasiva, non solo dal punto di vista fisico, ma anche psicologico. Non è semplice accettare un cambiamento così drastico della propria immagine, soprattutto perché il seno è una delle zone del corpo che più rappresenta la femminilità.

Da diversi anni, il mondo medico e quello estetico si sono avvicinati, con lo scopo di trovare una soluzione che permetta di ridonare ordine all’immagine delle donne che si sono sottoposte a una mastectomia. Una risposta è data dalla micropigmentazione.

Che cos’è la micropigmentazione?

La micropigmentazione è una disciplina estetica che prevede l’inserimento di pigmenti nel derma tramite l’ausilio di strumentazioni specifiche, al fine di abbellire, camuffare, correggere tratti del volto e del corpo e inestetismi di varia natura.

L’operatore specializzato si serve di pigmenti riassorbibili, che scompaiono nel giro di un paio d’anni. Questa caratteristica consente a chi si sottopone al trattamento di modificarlo nel corso del tempo, in base al proprio gusto e alle proprie necessità.

Questa pratica, come già accennato, può fornire delle soluzioni valide e complementari alla medicina. Si parla in questo caso di micropigmentazione paramedicale.

Come si può intervenire dopo la rimozione del tumore al seno?

Nel caso di intervento di mastectomia tumorale, il tecnico specializzato può eseguire una ricostruzione totale o parziale del complesso areola-capezzolo. Sono necessarie grandi abilità tecniche ed esperienza per ristabilire ordine e per donare un aspetto naturale al risultato. Le nuove tecniche e strumentazioni permettono la realizzazione di trattamenti con effetto tridimensionale.

La micropigmentazione paramedicale è ideale anche per la correzione di discromie e asimmetrie e per l’omogeneizzazione di aree iper- o ipopigmentate. Se le due areole hanno forma o dimensioni diverse, tramite l’utilizzo di questa tecnica specifica, è possibile camuffare l’inestetismo.

Un altro fattore da considerare è quello delle cicatrici causate dalla chirurgia. Con la micropigmentazione, è possibile intervenire con un camouflage delle cicatrici risultanti da mastoplastica additiva e riduttiva, ginecomastia, mastopessi e delle cicatrici di forma ovale causate dai tubi di drenaggio.

Altre applicazioni della micropigmentazione paramedicale

La micropigmentazione trova diversi ambiti di applicazione nel campo medicale. Oltre che per la ricostruzione dell’areola mammaria, può rappresentare un’ottima soluzione anche per il camouflage di macchie cutanee ipocromiche, acromiche e ipercromiche.

Innanzitutto il tecnico deve valutare l’origine delle macchie e capire se il trattamento possa essere eseguito. In base al fototipo, sarà poi necessario scegliere i pigmenti più adatti e definire il piano di trattamento corretto.

La micropigmentazione paramedicale può essere utilizzata, inoltre, per il trattamento di cicatrici da taglio, o risultanti da interventi di labbro leporino, appendicite, lifting, ecc.

Recenti sviluppi della tecnica ne hanno permesso l’applicazione anche per il trattamento di microvarici e inestetismi vascolari e per il camouflage di anomalie alle unghie.

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