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4 Luglio 1776: il diritto alla felicità

Tutti abbiamo il diritto ad una vita appagante e, sebbene tanto conoscano il giorno della dichiarazione d’indipendenza Americana, pochi sanno che il principio fondante di questa dichiarazione, che prevede che ogni individuo goda di uno stato di felicità, fu pensato dal pilosofo partenopero Gaetano Filangeri, che ne scrisse in un cartiglio esprimendone gli ideali, insieme ad uno dei padri costituzionali Benjamin Franklin, autore degli Stati Uniti d’America. Filangeri fu un filosofo illuminista, coniatore di un principio carico di umanità, civiltà e forza. Egli fece una lunga riflessione in merito al tema della ricerca della felicità e delle sue relazioni con i diritti umani. Ma cosa dicono i versi riportati da Franklin inspiratosi alle istanze illuministe?

Un clima illuminista

Noi riteniamo che sono per se stesse evidenti queste verità: che tutti gli uomini sono creati eguali; che essi sono dal Creatore dotati di certi inalienabili diritti, che tra questi diritti sono la Vita, la Libertà, e il perseguimento della Felicità; che per garantire questi diritti sono istituiti tra gli uomini governi che derivano i loro giusti poteri dal consenso dei governati.” In un mondo ricco di disuguaglianze, queste parole contenute nella dichiarazione, cambiarono il mondo per sempre, portando alla nascita di una nuova struttura sociale. La citazione è documentata dal punto di vista storico, ed anche Thomas Jefferson fu coinvolto in questa rivoluzione umanitaria. Grazie a questo passo storico, a differenza della nostra Costituzione, in America la felicità è considerato un vero e proprio diritto. La costituzione ha dato ai cittadini il diritto di difenderlo da chiunque cerchi di ostacolarlo. Il governo americano per garantire la felicità della popolazione si deve immergere attivamente nelle sinergie cittadine, entrare in contatto con il popolo. Il diritto alla felicità non è solo un singolo individuo, ma è funzionale ad aumentare il livello di benessere dell’intera collettività.

Il senso

Magari possiamo chiederci perché essere felici in un mondo così crudele, possiamo chiederci come è possibile raggiungere questa eterna felicità così lontana, difficile e ostacolata. Il senso della vita nessuno lo sa, corriamo verso momenti da ricordare e che ci riempiono il cuore e tutto alla fine, anche i momenti più belli giungono al termine e ci si trova a dover fronteggiare situazioni che mai immagineremmo di vivere. Infatti, al termine della nostra vita terrena ci troviamo a cercare la felicità nell’aldilà e, mentre sulla terra i nostri cari si rivolgono ai servizi funebri come ad esempio FuneraliRoma, noi ci dirigiamo verso il punto di arrivo in cui tutti siamo destinati ad incontrarci.

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