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Quanti battiti al minuto deve avere il cuore

Il cuore è l’unico muscolo striato involontario cavo con attività contrattile, che permette l’afflusso di sangue ossigenato ai vari organi e tessuti e accoglie il sangue carico di anidride carbonica per riossigenarlo. Perché un cuore possa essere definito sano deve contrarsi con regolarità, rispettando i tempi previsti a seconda delle attività svolte.

Quanti battiti al minuto a riposo

Il numero di battiti del cuore al minuto prende il nome medico-scientifico di Frequenza Cardiaca ed è misurato in battiti al minuto (bpm). Può variare a seconda di numerosi fattori che lo influenzano sia a riposo che in attività, come l’età, il sesso ed eventuali patologie in corso. Anche gli stati emozionali possono indurre variazioni della frequenza cardiaca a riposo. I valori considerati normali in un soggetto sano adulto devono essere compresi tra 60 e 110, con variazioni in base all’età del seguente tipo:

  • neonati 80-180 bpm;
  • bambini 80-100 bpm;
  • adolescenti 70-120 bpm;
  • adulti 60-90 bpm (leggera differenza tra uomo e donna, con valori appena maggiori nel sesso maschile).

Si misura da seduti o sdraiati, in condizioni di tranquillità.

Quanti battiti al minuto sotto sforzo

La frequenza cardiaca può aumentare fisiologicamente se il soggetto è sotto sforzo o sta eseguendo un’attività fisica pesante, come un allenamento sportivo.
In questi casi i battiti al minuto si intensificano per garantire un maggior apporto di ossigeno e nutrienti a polmoni e tessuti impegnati nell’esercizio.
L’aumento di battiti al minuto viene definito tachicardia ed è considerato fisiologico se conseguente ad uno sforzo: si deve ritenere normale una frequenza cardiaca superiore a 90, fino a 155-160 bpm. In un soggetto atletico e allenato, la frequenza cardiaca a riposo risulta naturalmente più bassa, circa 40-60 bpm, con riduzione anche dei battiti al minuto sotto sforzo.

Quanti battiti al minuto: donne e uomini

Poiché la frequenza cardiaca può essere influenzata da diversi fattori, tra cui quelli ormonali e quelli scatenati da stati fisiologici differenti tra uomo e donna, è possibile rilevare valori a riposo diversi nei due sessi.
Di base la donna ha una frequenza cardiaca a riposo di 75 bpm in media, mentre l’uomo di 70 bpm circa; in condizioni particolari come la gravidanza, la donna può raggiungere fisiologicamente i 90 bpm a riposo perché la placenta e il feto in crescita richiedono un maggior afflusso di sangue, ossigeno e nutrienti, con conseguente aumento della frequenza cardiaca. In genere la donna presenta comunque dei battiti al minuto più alti dell’uomo, per motivazioni legate al quadro ormonale.

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