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Rimedi per augurarsi una buonanotte

Insonnia: piccoli rimedi per augurarsi una buonanotte

Per la maggior parte, si tratta di archiviare una lunga e spesso estenuante giornata di lavoro. Non serve molto, una camera intima e accogliente, un letto e un cuscino comodi, una tisana, un buon libro, e il meritato riposo è assicurato. Indipendentemente dalla quantità di ore di sonno, al risveglio ci si sente riposati, concentrati, attivi.

Non sempre però, come consigliato su letteralmente.net, augurare la buonanotte a qualcuno equivale a ricevere una risposta positiva. Solo in Italia, ci sono circa 9 milioni di persone che soffrono d’insonnia. Ma anche i rimedi per combatterla, o le strategie per conviverci, non sono poche.

I rimedi per combattere l’insonnia sono molteplici, dalle classiche pastiglie di melatonina che regolano il ciclo veglia/sonno, all’uso di tecniche di respirazione e meditazione guidata; c’è chi si attiene scrupolosamente ai vecchi e sani rimedi della nonna, preparandosi una buona tazza di latte caldo e miele, per rilassare muscoli e sistema nervoso, o in alternativa una tisana di passiflora.
Ovviamente, poiché un buon sonno dipende anche (ma non solo) dall’assenza di luce, a causa della relazione esistente tra luce e melatonina, in molti non solo blindano la camera da letto, in modo che non passi neanche il più suggestivo e romantico raggio di luna, ma arrivano anche a coprire eventuali sveglie luminose, o ad indossare una mascherina oscurante.
Sembrerebbe tutto un po’ laborioso, ma con un po’ di abitudine (che fa parte dei rituali per conciliare il sonno), la sospirata buonanotte è realizzabile.

E poi, ci sono quelli per cui nessun rimedio è efficace, e pur non dormendo affatto, riescono a trasformare una notte da incubo, in una buona notte dedicandosi a cose utili, o all’hobby preferito: c’è chi si organizza per cucinare piatti sfiziosi per la colazione, o da trovare pronti al rientro dal lavoro, chi ne approfitta per scrutare il cielo con il telescopio, e chi decide che quello è un buon momento per imparare a lavorare ai ferri, o per dipingere. Chiaramente, tranne rare eccezioni, non sono situazioni che si possono protrarre a lungo senza conseguenza alcuna, in tal caso il supporto di uno specialista, diventa fondamentale per riequilibrare il ciclo circadiano.

Coloro che devono invece lavorare di notte, negli ospedali, in fabbrica, nei panifici, nelle redazioni o alle rotative dei quotidiani, non hanno certo bisogno di contare le tradizionali pecorelle, ma che sia comunque una buonanotte, sì.

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