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Implantologia: gli aspetti importanti da considerare

Implantologia: gli aspetti importanti da considerare

La perdita dei denti naturali è sempre stata considerata un evento estremamente invalidante, sia per l’estetica che per la funzionalità della bocca. In passato, prima dell’avvento dell’implantologia dentale, il ripristino era garantito solo mediante l’impiego di protesi fisse, ancorate ai denti adiacenti a quelli mancanti. Questo intervento demolitivo ne prevedeva la limatura, al fine di accogliere le corone che avrebbero sorretto il dente assente.

Tuttavia, quando il numero e la qualità dei denti naturali non permetteva la costruzione di protesi fisse, si procedeva, invece, all’applicazione di protesi mobili parziali o totali. Questi apparecchi, oggigiorno, stanno pian piano scomparendo, grazie agli incredibili progressi fatti nel campo della prevenzione delle carie dentarie e delle parodontopatie, ma anche per merito dell’implantologia, che ha permesso la stabile sostituzione dei denti mancanti, anche in caso di perdita completa.

Di fatto, grazie agli impianti dentali è stato possibile preservare i denti integri e tornare a masticare ed a sorridere con soddisfazione. Negli ultimi anni, inoltre, grazie ai continui studi portati avanti al fine di proporre soluzioni sempre più performanti e sicure, al posto del titanio, sta prendendo piede la ceramica, come materiale di realizzazione degli impianti dentali. Di fatto, si sta puntando ad un’implantologia che non si avvale dei metalli.

Perché si punta ad un’implantologia metal-free?

L’idea di un’implantologia completamente priva di metalli ha avuto inizio con Sami Sandhaus, professore all’Université Pierre et Marie Curie di Parigi, che nel 1960 ha brevettato il suo primo impianto ceramico in ossido di allumina. Fin da subito è stato chiaro a tutti, che era iniziata una vera e propria rivoluzione, in quanto i benefici garantiti dai materiali ceramici erano nettamente superiori rispetto a quelli previsti dal titanio.

Tuttavia, è solo con l’introduzione dell’ossido di zirconio, che le bio-ceramiche hanno trovato pieno impiego in campo odontoiatrico. Di fatto, gli impianti dentali in zirconia sono tre volte più resistenti del titanio, assicurano un’elevata affinità con l’osso e soprattutto con le gengive. Inoltre, la placca non riesce ad aderirvi, consentendo alla gengiva di formare un migliore sigillo perimplantare e di abbassare fortemente la possibilità di andare in contro ad infiammazioni.

Ciononostante, qualora quest’ultime dovessero scatenarsi, non sarebbero aggravate da fenomeni corrosivi, per tanto più facili da trattare. Infine, è bene sottolineare che questo materiale ceramico rivoluzionario è bianco, quindi, perfettamente biomimetico, ed anallergico. Del resto, bisogna considerare che negli ultimi anni lo sviluppo di allergie ed intolleranze dovute ai metalli è aumentato notevolmente, causando non pochi problemi.

Quanto sono diffuse le allergie da metalli?

Come ricordato poco sopra, le allergie da metalli sono attualmente moto diffuse. In particolare, estremamente problematico è il nichel, che è presente in concentrazioni variabili anche negli impianti dentali realizzati con leghe in titanio. Di fatto, è responsabile di circa il 20% delle dermatiti da contatto riscontrate nella popolazione italiana. Tendenzialmente, il contatto anche con piccole quantità di questo metallo può essere sufficiente per scatenare lesioni sistemiche.

Tuttavia, può essere responsabile anche di Les, fibromialgie, cheliti, eczemi, perimplantiti, gengiviti iperplastiche e perdita di impianti dentali, anche a distanza di diversi anni. Non molte persone sanno che i costi sociali e sanitari legati al problema delle allergie da metalli sono estremamente elevati, tant’è che l’Unione europea ha emanato delle specifiche direttive per limitarne il più possibile la presenza nei prodotti di consumo.

 

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